martedì 28 settembre 2010
Rifiuti: assalto nel napoletano ai camion della spazzatura, autisti minacciati con pistole
La scorsa notte, poco dopo la mezzanotte banditi armati di pistole hanno bloccato due camion che facevano parte di una autocolonna di circa 30 mezzi e si stavano recando a sversare la spazzatura in una discarica che stavano percorrendo San Giuseppe Vesuviano, nel napoletano. I due camion bloccati sono entrambi della 'Quarto Multiservizi'. Nell'autocolonna si trovavano autocompattatori di varie aziende e citta'. Non si sa se la scelta dei due camion che servono la citta' di Quarto (Napoli) sia stata casuale oppure mirata. La colonna di mezzi era scortata dalla polizia sia in testa che in coda ma il blitz e' avvenuto al centro dell'autocolonna.
lunedì 27 settembre 2010
Liberi il sindacalista e l'impiegata arrestati sabato per estorsione.
Firenze, 27 settembre 2010 (articolo da : La Nazione) - Il sindacalista della Fisac-Cgil e l'impiegata arrestati sabato scorso con l'accusa di aver chiesto soldi al titolare di un'agenzia assicurativa in cambio dell'impegno di chiudere una vertenza di lavoro legata al licenziamento della donna, sono stati rimessi in libertà.
Stamani il gip di Firenze Antonio Pezzuti ha convalidato l'arresto ma, dopo aver interrogato i due indagati, ha ritenuto di non dover applicare misure cautelari a loro carico e li ha rimessi in libertà. Il pm Christine von Borries, invece, aveva chiesto per entrambi l'arresto in carcere.
Le indagini dei carabinieri erano partite dalla denuncia dei titolari dell'agenzia di assicurazioni dove l'impiegata, 49 anni di Scandicci, era assunta a tempo indeterminato dal 25 agosto scorso; nel periodo di prova la donna, però, è stata licenziata e lei stessa, contestualmente alla lettera di licenziamento, ha spedito un certificato medico, dovuto ad uno stato di malattia, rendendo così non immediato il suo allontanamento dal posto di lavoro. L'impiegata si è anche rivolta al sindacato Fisac-Cgil che ha avviato una trattativa.
Poi venerdì scorso i carabinieri hanno arrestato i due in un bar trovando nella borsa dell'impiegata 1800 euro consegnati dalla titolare dell'agenzia come prezzo della presunta estorsione. ''L'accusa - ricostruisce i fatti, con una nota, il segretario della Cgil di Firenze Mauro Fuso - è legata alla presunta minaccia dell'utilizzo della malattia, minaccia tutta da verificare nel corso del procedimento quando e se dovesse esserci il processo e non l'archiviazione. L'augurio è che si arrivi il più in fretta possibile a definire per intero questa vicenda nata in un contesto di normalità''. ''Una lavoratrice licenziata al termine del periodo di prova - prosegue Fuso - apre un contenzioso con il datore di lavoro e chiede alla Cgil di rappresentarla, in questo ambito viene chiesto un indennizzo. Se lungo questo percorso assolutamente normale ci sono state deviazioni tale da prefigurare un qualche reato dovrà stabilirlo il giudice. Nel mezzo c'è un fatto, cioè che l'arresto del sindacalista e della lavoratrice fin dai primi momenti ci è sembrato eccessivo''.
Stamani il gip di Firenze Antonio Pezzuti ha convalidato l'arresto ma, dopo aver interrogato i due indagati, ha ritenuto di non dover applicare misure cautelari a loro carico e li ha rimessi in libertà. Il pm Christine von Borries, invece, aveva chiesto per entrambi l'arresto in carcere.
Le indagini dei carabinieri erano partite dalla denuncia dei titolari dell'agenzia di assicurazioni dove l'impiegata, 49 anni di Scandicci, era assunta a tempo indeterminato dal 25 agosto scorso; nel periodo di prova la donna, però, è stata licenziata e lei stessa, contestualmente alla lettera di licenziamento, ha spedito un certificato medico, dovuto ad uno stato di malattia, rendendo così non immediato il suo allontanamento dal posto di lavoro. L'impiegata si è anche rivolta al sindacato Fisac-Cgil che ha avviato una trattativa.
Poi venerdì scorso i carabinieri hanno arrestato i due in un bar trovando nella borsa dell'impiegata 1800 euro consegnati dalla titolare dell'agenzia come prezzo della presunta estorsione. ''L'accusa - ricostruisce i fatti, con una nota, il segretario della Cgil di Firenze Mauro Fuso - è legata alla presunta minaccia dell'utilizzo della malattia, minaccia tutta da verificare nel corso del procedimento quando e se dovesse esserci il processo e non l'archiviazione. L'augurio è che si arrivi il più in fretta possibile a definire per intero questa vicenda nata in un contesto di normalità''. ''Una lavoratrice licenziata al termine del periodo di prova - prosegue Fuso - apre un contenzioso con il datore di lavoro e chiede alla Cgil di rappresentarla, in questo ambito viene chiesto un indennizzo. Se lungo questo percorso assolutamente normale ci sono state deviazioni tale da prefigurare un qualche reato dovrà stabilirlo il giudice. Nel mezzo c'è un fatto, cioè che l'arresto del sindacalista e della lavoratrice fin dai primi momenti ci è sembrato eccessivo''.
Spacciava hashish
Spacciava hashish in Santa Croce, proprio sotto la statua di Dante. Ma la cosa non è sfuggita agli agenti delle volanti che ieri sera alle 23 hanno arrestato un libanese dell’82 sorprendendolo in flagranza di reato dopo un breve appostamento nella via limitrofa.
Lo straniero, conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi specifici precedenti di polizia, accompagnato da un complice, aveva da poco ceduto una dose (1,39 grammi) di hashish ad un uomo italiano per la somma di 15 euro quando è stato bloccato dagli operatori in via Magliabechi unitamente all’acquirente.
Il complice, vista la mala parata, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Recuperato il denaro e la sostanza stupefacente.
Lo straniero, conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi specifici precedenti di polizia, accompagnato da un complice, aveva da poco ceduto una dose (1,39 grammi) di hashish ad un uomo italiano per la somma di 15 euro quando è stato bloccato dagli operatori in via Magliabechi unitamente all’acquirente.
Il complice, vista la mala parata, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Recuperato il denaro e la sostanza stupefacente.
Vandali alla scuola Mameli Aule messe a soqquadro
Potrebbero essere entrati da una finestra lasciata inavvertitamente socchiusa i vandali che, questa notte, hanno compiuto un raid vandalico all'interno della scuola, materna ed elementare, Mameli, in via Corsali.
Il personale, all'arrivo nella scuola, ha scoperto che ignoti avevano messo a soqquadro alcune aule, imbrattando i muri con scritte, realizzate con vernice spray, di insulti alle forze dell'ordine e anche del tipo 'Forza Rossi' e 'Forza Azzurri' che, forse, potrebbero riferirsi ai colori di due squadra del Calcio storico fiorentino. Inoltre alcuni armadietti erano stati danneggiati. I vandali hanno anche mangiato le merendine dei bambini, lasciando le carte delle confezioni nel giardino dell'istituto assieme alle bombolette di vernice vuote.
Nessun problema per l'attività didattica, anche se alcuni genitori hanno preferito riportare a casa i loro figli in attesa che venisse completata la pulizia dei locali. Su richiesta del dirigente scolastico sono intervenuti i carabinieri.
Il personale, all'arrivo nella scuola, ha scoperto che ignoti avevano messo a soqquadro alcune aule, imbrattando i muri con scritte, realizzate con vernice spray, di insulti alle forze dell'ordine e anche del tipo 'Forza Rossi' e 'Forza Azzurri' che, forse, potrebbero riferirsi ai colori di due squadra del Calcio storico fiorentino. Inoltre alcuni armadietti erano stati danneggiati. I vandali hanno anche mangiato le merendine dei bambini, lasciando le carte delle confezioni nel giardino dell'istituto assieme alle bombolette di vernice vuote.
Nessun problema per l'attività didattica, anche se alcuni genitori hanno preferito riportare a casa i loro figli in attesa che venisse completata la pulizia dei locali. Su richiesta del dirigente scolastico sono intervenuti i carabinieri.
Là dove c'era il cinema ora c'è... un Hard Rock Cafè
La grande catena internazionale dell' Hard Rock cafè ha stretto stamani un iniziale accordo con la proprietà del cinema Gambrinus, in base al quale il celebre locale dall'insegna gialla potrebbe aprire al posto della storica sala del centro fiorentino, ormai chiusa da molti anni.
La notizia si è appresa oggi, a margine dei lavori del consiglio comunale. Si tratta di un'ipotesi gradita al sindaco Matteo Renzi, che, questo pomeriggio, ha espresso soddisfazione per l'accordo: ''Grazie a questa intesa - ha commentato - riaprirà una realtà bellissima, chiusa da tanto tempo, ed allo stesso tempo Firenze avrà una nuova, una grande grande struttura dedicata alla produzione di cultura contemporanea''.
La notizia si è appresa oggi, a margine dei lavori del consiglio comunale. Si tratta di un'ipotesi gradita al sindaco Matteo Renzi, che, questo pomeriggio, ha espresso soddisfazione per l'accordo: ''Grazie a questa intesa - ha commentato - riaprirà una realtà bellissima, chiusa da tanto tempo, ed allo stesso tempo Firenze avrà una nuova, una grande grande struttura dedicata alla produzione di cultura contemporanea''.
Ruba identità per prostituirsi Smascherata dalle impronte
Firenze, 27 settembre 2010 - Ha 'rubato' l'identità a una connazionale in possesso di cittadinanza italiana e con il documento intestato a quest'ultima si prostituiva a Firenze, riuscendo ad evitare controlli ed identificazioni da parte della polizia. Ma proprio quel documento italiano ha finito per insospettire i poliziotti della sezione buoncostume della squadra mobile, che hanno dato il via ad ulteriori accertamenti nei confronti dei una giovane donna, 25 anni, che risultava nata a Montevideo, in Uruguay, da genitori italiani.
Le impronte digitali hanno così smascherato la prostituta e il suo escamotage: la donna è stata arrestata per possesso di documenti contraffatti e false attestazioni. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la donna era riuscita ad ottenere, in patria, un falso documento di nascita di una connazionale di 28 anni. Una volta giunta in Italia con un visto turistico, ha denunciato la scomparsa del passaporto e, con il falso documento di nascita, è riuscita ad ottenere una carta d'identità italiana con le generalità dell'ignara connazionale. Quella che mostrava ad ogni controllo da parte delle forze dell'ordine; con quel documento, si era perfino sposata con un uruguaiano, facendo così acquisire anche a lui la cittadinanza.
Le impronte digitali hanno così smascherato la prostituta e il suo escamotage: la donna è stata arrestata per possesso di documenti contraffatti e false attestazioni. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la donna era riuscita ad ottenere, in patria, un falso documento di nascita di una connazionale di 28 anni. Una volta giunta in Italia con un visto turistico, ha denunciato la scomparsa del passaporto e, con il falso documento di nascita, è riuscita ad ottenere una carta d'identità italiana con le generalità dell'ignara connazionale. Quella che mostrava ad ogni controllo da parte delle forze dell'ordine; con quel documento, si era perfino sposata con un uruguaiano, facendo così acquisire anche a lui la cittadinanza.
domenica 26 settembre 2010
Roma, barista in coma dopo pestaggio alla Magliana: arrestati quattro romeni
I Carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, con l'arresto per tentato omicidio di 4 ragazzi romeni, tra i 22 e i 30 anni, hanno risolto il giallo relativo alla brutale aggressione subita, lo scorso 7 settembre in via della Magliana, da Ennio Casale, barista romano di 63 anni che lavora in un caffè a piazza Santa Maria Maggiore. Uno dei quattro fermati ha confessato e ora i militari stanno valutando le dichiarazioni.L'uomo stava rientrando a casa quando fu aggredito a scopo di rapina e pestato dai balordi che lo lasciarono a terra privo di sensi. Da allora non ha più ripreso conoscenza e si trova tuttora ricoverato in ospedale, in coma. Le immediate indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di giungere all'identificazione degli autori, tre dei quali già con precedenti penali.
Le indagini sono partite da un video dell'aggressione, nella quale si è notato una vistosa fasciatura al braccio sinistro di uno degli aggressori. Dopo aver svolto delle indagini presso gli ospedali della città, i carabinieri sono risaliti a un cittadino romeno di 27 anni. I militari, con una serie di servizi di monitoraggio anche nei campi nomadi, e di alcune testimonianze, sono riusciti a identificare anche altri tre dei sei partecipanti all'aggressione, tutti cittadini romeni e frequentatori della zona Termini.
L'aggredito si trovava sullo stesso autobus dei suoi aggressori che sono scesi alla sua stessa fermata e lo hanno colpito ad appena 50 metri da casa sua. L'uomo è stato identificato dai carabinieri grazie alla marca di un caffè riportata nel grembiule da lavoro che teneva addosso, poiché il borsello con i documenti gli era stato rubato dagli aggressori.
Il 63enne, in coma farmacologico, si trova presso l'ospedale Umberto I. I quattro fermati, delle età di 22, 27, 30 e 28 anni, sono accusati di furto e tentato omicidio. Degli altri due aggressori che non sono stati identificati si hanno invece pochissime notizie, perciò sono ancora in corso le indagini.
Le indagini sono partite da un video dell'aggressione, nella quale si è notato una vistosa fasciatura al braccio sinistro di uno degli aggressori. Dopo aver svolto delle indagini presso gli ospedali della città, i carabinieri sono risaliti a un cittadino romeno di 27 anni. I militari, con una serie di servizi di monitoraggio anche nei campi nomadi, e di alcune testimonianze, sono riusciti a identificare anche altri tre dei sei partecipanti all'aggressione, tutti cittadini romeni e frequentatori della zona Termini.
L'aggredito si trovava sullo stesso autobus dei suoi aggressori che sono scesi alla sua stessa fermata e lo hanno colpito ad appena 50 metri da casa sua. L'uomo è stato identificato dai carabinieri grazie alla marca di un caffè riportata nel grembiule da lavoro che teneva addosso, poiché il borsello con i documenti gli era stato rubato dagli aggressori.
Il 63enne, in coma farmacologico, si trova presso l'ospedale Umberto I. I quattro fermati, delle età di 22, 27, 30 e 28 anni, sono accusati di furto e tentato omicidio. Degli altri due aggressori che non sono stati identificati si hanno invece pochissime notizie, perciò sono ancora in corso le indagini.
Roma, una festa tra romeni finisce in tragedia: ucciso a coltellate un 32enne
Tra romeni si festeggiava un compleanno ma la baldoria è durata poco. Una rissa scoppiata all'improvviso la notte scorsa, intorno alle 3, in un appartamento di Lanuvio, alle porte di Roma, è finita in tragedia. Al culmine della colluttazione uno dei partecipanti alla festa ha estratto un coltello e ha ferito a morte un suo connazionale di 32 anni. Inutile la corsa all'ospedale di Aprilia (Lt), dove la vittima, è deceduta poco dopo il suo arrivo.
Dopo le coltellate, l'omicida è scappato a piedi riuscendo, per il momento, a far perdere le proprie tracce. I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno avviato una massiccia caccia all'uomo alla quale stanno prendendo parte, oltre a decine di pattuglie impiegate in numerosi posti blocco in tutta la zona a Sud della Capitale, un elicottero, alzatosi in volo dalla base di Pratica di Mare, e le unità cinofile.
Dopo le coltellate, l'omicida è scappato a piedi riuscendo, per il momento, a far perdere le proprie tracce. I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno avviato una massiccia caccia all'uomo alla quale stanno prendendo parte, oltre a decine di pattuglie impiegate in numerosi posti blocco in tutta la zona a Sud della Capitale, un elicottero, alzatosi in volo dalla base di Pratica di Mare, e le unità cinofile.
sabato 25 settembre 2010
GDF: trasportavano oltre 192mila euro di valuta, fermate 8 persone .
Negli ultimi giorni i finanzieri di servizio presso l’Aeroporto di Firenze ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno individuato 8 soggetti (6 cinesi, 1 italiano, 1 greco), in transito presso lo scalo fiorentino, in possesso di somme di denaro non dichiarate superiori al limite stabilito dalla vigente normativa. Complessivamente sono stati individuati, occultati in borse o sulla persona, oltre 192.000 euro.
Lo scalo di Peretola si conferma area fortemente sensibile a questo tipo di illecito che si perfeziona allorquando i passeggeri non segnalano il trasferimento, da e per l’estero, di denaro oltre una certa soglia. La normativa in vigore impone a chiunque, sia in entrata che in uscita dal territorio nazionale, di dichiarare all’autorità doganale il possesso di somme di denaro superiore a euro 10.000.
Nei primi 8 mesi dell’anno i militari della Guardia di Finanza ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane in servizio presso l’Aeroporto di Firenze hanno sottoposto a controlli valutari viaggiatori di tutte le nazionalità in transito presso lo scalo fiorentino. Di questi 62 sono risultati in possesso di denaro fuori dai limiti di legge, per un valore di oltre € 1,8 milioni. La metà dei soggetti sanzionati (29) sono di etnia cinese (euro719.000, pari al 40% dell’intera somma rinvenuta). La restante parte è suddivisa tra passeggeri di altre nazionalità: italiani, giapponesi, spagnoli, canadesi, ecc. Complessivamente sono state irrogate sanzioni amministrative pari a euro 215.289.I metodi di occultamento sono sempre i più vari ed fantasiosi. Si passa da soldi ritrovati nel caffè od orzo, a quelli rinvenuti in appositi nascondigli ricavati in panciere o cinture, da vani ricavati in borse o valige ad intercapedini ottenuti in pupazzi di peluche.
Lo scalo di Peretola si conferma area fortemente sensibile a questo tipo di illecito che si perfeziona allorquando i passeggeri non segnalano il trasferimento, da e per l’estero, di denaro oltre una certa soglia. La normativa in vigore impone a chiunque, sia in entrata che in uscita dal territorio nazionale, di dichiarare all’autorità doganale il possesso di somme di denaro superiore a euro 10.000.
Nei primi 8 mesi dell’anno i militari della Guardia di Finanza ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane in servizio presso l’Aeroporto di Firenze hanno sottoposto a controlli valutari viaggiatori di tutte le nazionalità in transito presso lo scalo fiorentino. Di questi 62 sono risultati in possesso di denaro fuori dai limiti di legge, per un valore di oltre € 1,8 milioni. La metà dei soggetti sanzionati (29) sono di etnia cinese (euro719.000, pari al 40% dell’intera somma rinvenuta). La restante parte è suddivisa tra passeggeri di altre nazionalità: italiani, giapponesi, spagnoli, canadesi, ecc. Complessivamente sono state irrogate sanzioni amministrative pari a euro 215.289.I metodi di occultamento sono sempre i più vari ed fantasiosi. Si passa da soldi ritrovati nel caffè od orzo, a quelli rinvenuti in appositi nascondigli ricavati in panciere o cinture, da vani ricavati in borse o valige ad intercapedini ottenuti in pupazzi di peluche.
Il fiume Arno sarà pulito al 100% entro il 2015
“Entro il 2015 nell’area metropolitana fiorentina non verranno più scaricate acque reflue in Arno e Firenze sarà il primo territorio d’Italia ad essere depurato al 100%”. Parola di Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, che si è così pronunciato tagliando il nastro per il cantiere per la creazione dell’emissario di riva sinistra dell’Arno, ovvero la maxiconduttura che raccoglierà tutti gli scarichi fognari fiorentini (che ad oggi finiscono in Arno senza essere trattati) per convogliarli al depuratore di San Colombano.L’operazione “Arno pulito” era già stata ventilata ai primi di luglio, quando Publiacqua disse che tra cinque anni si sarebbe potuto fare il bagno in un Arno limpido e pulito, proprio come si faceva negli anni Cinquanta. Oggi è arrivato l’ok definitivo. L’intera opera costerà 71,5 milioni di euro e durerà circa 40 mesi. Sarà lunga 7,4 km e raccoglierà gli scarichi di 140 mila fiorentini. Per portarla a compimento, verranno interrati circa 800 segmenti di un maxitubo che correrà per 6,8 km sull’argine dell’Arno, al quale si aggiungerà una conduttura lunga 600 metri, che raccoglierà i reflui che si gettano attualmente nel Fosso degli Ortolani. Saranno raccolti anche gli scarichi di Bagno a Ripoli, dove risiedono 20 mila abitanti.Parte così un’opera importante per la città e i cittadini. Cominciata nel 2000, vide una battuta d’arresto nel 2004 a causa della necessità di bonifica dei terreni interessati dai lavori da ordigni bellici e da 30 mila tonnellate di rifiuti sepolti abusivamente sotto al terreno. Oggi il progetto riprende quota e sembra con decisione. Il sindaco Matteo Renzi ha così commentato l’inizio dei lavori: “Inizia il conto alla rovescia perchè tutta Firenze sia finalmente collegata al depuratore. Dopo decenni di alibi e rinvii, si fa sul serio e noi ambientalisti del fare non accetteremo neanche un giorno di ritardo”.
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